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Carrie

Carrie - Stephen King 176 pagine di una lentezza incredibile…
King ha un vero e proprio talento nel rendere i suoi personaggi reali.
Ci sono stati momenti, dove mi sono chiesta se fossero veramente reali o no.
La stoia in sé è bella, intrigante, il difetto che salta all’occhio però, è che forse è troppo banale alla fine.
Devo essere sincera, quando ho letto la trama, l’ho trovato molto interessante. Adoro questo genere di racconti, dove l’irreale e la follia si fondono con la normalità di tutti i giorni.
Quando mi sono finalmente decisa di iniziarlo, mi sono un po’ stupita per il modo in cui veniva scritto… un mix di tempi e di persone. Ho fatto un po’ fatica a ricordarmi chi parlava, a capire perché e soprattutto, a rendermi conto in che anno si svolge un dato capitolo (visto che, il tutto viene spiegato in vari anni. Al momento del disastro; qualche tempo dopo il disastro; dopo molti anni; dagli scienziati; da un giornalista). Questo secondo me mette un po’ di confusione.
In realtà, a ben vedere, questa non è esattamente una storia, ma una ricerca sul disastro avvenuto anni prima. Inoltre mancano, sempre secondo il mio punto di vista, vari approfondimenti su alcune cose. (lo so, è un po’ un controsenso con quello che ho detto prima)
Per tutto il libro però, i vari eventi ti caricano, vai avanti, per vedere come alla fine si risolve tutto… Ho passato una settimana (troppo tempo!) a leggere queste righe, con la segreta speranza, che il finale mi gratificasse, che mi desse la prova che non ho sprecato tempo (oddio… non è che leggere sia una perdita di tempo eh! Solo che avrei magari letto altro…)… Non è però stato così.
Trovo che il finale sia insipido, monco.
Tutto lo sterminio (creato in una sola notte e in poche ore), si conclude con la morte (nemmeno troppo dignitosa) della protagonista Carrie. Tutto si consuma in un arco di tempo troppo ristretto e in modo molto confuso. Racconti che si sovrastano uno sull’altro, quasi a cercare di arrivare primi a raccontare l’accaduto. Non so, è stato tutto troppo veloce, ancora adesso, dopo una notte di sonno, ho ancora addosso la sensazione che manchi qualcosa. Il che è abbastanza assurdo. King è descrittivo fino all’eccesso ma qui, ha toppato e anche tanto. Si sofferma sui dettagli dell’incidente con la macchina ma riporta, come se fosse un racconto di un sogno, il tragitto di sangue fatto dalla protagonista…?!?!? Perché? Cosa gli costava spende qualche pagina in più? Bah…
Verso la fine del libro poi, c’è un capitolo, dove l’ormai adulta (credo!) Sue, sta rispondendo a delle domande di una commissione (per rafforzare il concetto che dicevo prima… non è un racconto ma una ricerca)…… Perche?????? Ma che centra?? Alla fine poi… Spiegatemi che centra!!
Saltiamo da un racconto all’altro, come se volesse dirci “io le informazioni ve le ho date, adesso ordinatevele come vi è più comodo”.
Penso però che, a parte i vari difetti, sia un libro da leggere