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Balla, sogna, ama

Balla sogna ama - Sophie Flack, Elena De Giorgi “Il tuo lavoro non è Vivere. Il tuo lavoro è Danzare.”
Tutti noi abbiamo un’idea approssimativa della vita che conduce una ballerina importante ma alla fine, anche se ascoltiamo quello che i Media ci dicono, non abbiamo vere e proprie conferme.
Questa storia parla di quel mondo a noi abbastanza sconosciuto e ci viene descritto, ance se sommariamente, in tutta la sua durezza.
Hanna Ward è una giovane ballerina, che all’età di 14 anni si trasferisce a New York da sola per frequentare la School of the Arts, e poi entrare nel Manhattan Ballet. La sua vita gira intorno alle prove e i balletti, non ha tempo per fare altro, nemmeno vivere come tutte le ragazze della sua età.
Questa storia mi ha colpito molto perché ho un’amica che studia danza classica e vorrebbe diventare una professionista. Ballare è stupendo, non lo metto in dubbio ma le regole rigidissime di questo mondo, non le condivido. Più sei magra, più assomigli ad un ragazzo adolescente e più sei perfetta ma appena incominci a diventare donna, ti trasformi in un mostro.
La cosa preoccupante è che questa cosa non è frutto della fantasia della scrittrice. Sophie Flack era una ballerina, proprio come la protagonista di questa avventura e ci racconta quello che lei ha affrontato fino a che è rimasta in quel mondo.
Han ci racconta delle sfide giornaliere che deve affrontare, prove estenuanti; palestra; balletti serali; stanchezza; diete al limite dalla nutrizione e il terrore di un incidente che le rovini la carriera. Se si facesse male, cosa ne sarebbe di lei? Ha passato tutta la sua giovane vita a prepararsi per i balletti ma all’infuori di quello, cosa sa fare? Questo dubbio le vortica in maniera insistente nella mente dopo una sera, nel ristorante del cugino, incontra Jacob, un giovane chitarrista universitario.
In un turbine di passi, luci, trucco e battiti del cuore, Han ci porta a braccetto verso la scoperte e la decisione più importante della sua vita.
Il finale, molto scontato, l’ho comunque cercato disperatamente perché non potevo sopportare un finale triste.
Il libro mi è piaciuto molto anche se devo dire, pecca di contenuto dettagliato. Passiamo da un mese all’altro nel giro di poche righe e i personaggi sono poco caratterizzati. Sophie non si rende conto che noi non conosciamo nessun personaggio, oppure lo sa e non gli interessa.
A parer mio, da anche poco spazio a Jacob, che compare pochissimo anche se è una figura base. Sembra quasi un mago un po’ tonto, perché ce lo presenta e poi fa qualche apparizione sporadica, i pensieri dedicatigli sono quasi assenti ma sarà proprio lui a stravolgerla. Insomma, la scaletta delle priorità è stata decisa in maniera errata, però alla fine mi ha emozionato e quindi non posso non essere soddisfatta